Giovanni Antonio De’ Sacchis nel Pordenonese

Occorre essere competenti d’arte per partecipare ai percorsi organizzati dal Comune di Pordenone alla scoperta del celeberrimo pittore rinascimentale italiano che in questa parte del Friuli Venezia Giulia ha lasciato numerose grandi opere? Certo che no. Aperti a tutti, in pullman confortevoli, con guida esperta, visita di un pomeriggio, alla scoperta di bellezze senza tempo. In sinergia con Diocesi di Concordia-PN, PromoTurismoFVG, ATAP, è partito il progetto promozionale di turismo lento, imperdibile, che unisce arte e cultura del territorio.

Ho provato in anteprima e testimonio di aver apprezzato le preziose opere come l’organizzazione. Gli affreschi di Giovanni Antonio de’ Sacchis (1483-1539) detto il Pordenone sanno ancora raccontare. Confesso che il pomeriggio è volato. Grazie a Ramona, nostra guida, e ad Elena. Sapevate che, prolifico di opere, sposato più volte, seppur messo in secondo piano dal Tiziano, perdendo una commissione importante, ha conquistato nobiltà trasmissibile e sede in quella Venezia dove era stato oscurato? Artista operoso, fu autodidatta secondo il Vasari. In Friuli è il pittore oggi più autorevole negli studi d’arte. Ebbe come allievo Pomponio Amalteo, che poi diventerà suo genero. Nato a Pordenone, Giovanni Antonio de’ Sacchis si formò nella scuola tolmezzina, assorbì le sfumature di colore del Giorgione, maturandole: passerà dal disegno e dai toni forti a tratti delicati, nella grandiosità di figure e scene, evolverà da forme di illusione ottica a forme più dinamiche, eleganti, libere. In quel sabato pomeriggio vedevo un gruppo tranquillo, attento e a naso in su. Gli affreschi del massimo esponente friulano del Rinascimento sono di una bellezza celebrativa incredibile e suggeriscono nella ricerca dei dettagli una grande conoscenza e attaccamento al territorio. Vale anche il paesaggio naturalistico che si vede dalla corriera, come i piccoli borghi. A volte nubi basse bianche sulla pedemontana davano una cornice al foliage autunnale. Grande artista la natura. Nella piccola sosta-ristoro, scene di vita attuale al bar, col tradizionale bancone, saletta tivù; un tajùt (bicchiere di vino), due chiacchiere in buona compagnia.

Tra le immagini d’arte, alcuni ricordi: i colori, caldi e luminosi, la cupoletta del coro della chiesetta con cimitero a Gaio, ben più antica del 1490; a Valeriano la prima opera certa dell’artista, il trittico con la sua firma, nel piccolo edificio di culto eretto dalla Confraternita dei Battuti attorno al 1300; la luce del Bambinello paffuto sui cuscini, nella Natività di grande effetto cromatico, i puttini alati, che richiamano i putti delle arcate della volta di Travesio, oggetto di studio fotografico di noto personaggio di Casarsa; la dolcezza dei lineamenti dell’Arcangelo che pure infilza con forza un demone furente. Particolari, espressioni vivide, studio della luce, scene che viste nel complesso risultano grandi e magniloquenti, fanno di questi luoghi un’occasione di elevazione dilatata nel tempo. Cinque le chiese raggiunte: San Marco a Gaio, San Martino a Pinzano, Santo Stefano e S. Maria-Oratorio dei Battuti a Valeriano, San Pietro a Travesio, chiusura trionfale.  Sia che scegliate la visita del sabato o le chiese complementari della domenica, in omaggio riceverete una guidina illustrata per le quindici mete. Prossime partenze sabato 20 ottobre e 3 novembre, se scegliete invece la domenica vedrete altre cinque realtà.

Tutto il programma di visite guidate è disponibile qui.
Per informazioni: PromoturismoFVG presso Palazzo Badini a Pordenone, tel. 0434.520381, info.pordenone@promoturismo.fvg.it

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