La mia isola deserta vicino a Grado

Diciamo la verità. Tutti lo abbiamo pensato almeno una volta nella vita: “vorrei andarmene su un’isola deserta!” Beh, ve lo confesso. Io ogni tanto ci vado.

Ogni volta che il mio amico Marco mi invita ad andare a pesca, accetto volentieri, soprattutto perché non manca mai una sosta al Banco d’Orio, nella laguna di Marano e Grado. Una piccola striscia di terra e sabbia, distante circa 15 minuti di barca da Grado in direzione Lignano. Una fetta di paradiso. Luogo magico per lunghe passeggiate sulla sabbia, calpestando migliaia di conchiglie, sempre in compagnia di vivaci gabbiani e qualche piccolo crostaceo. Un luogo quasi incontaminato e selvaggio. Qui ci si sente veramente parte della natura, alla pari dei piccoli abitanti dell’isola. I gabbiani ad esempio, qui hanno trovato un posto sicuro e ideale per costruire i loro nidi e riprodursi.

Il mare porta a riva anche qualche Pinna Nobilis

Pace, tranquillità, sabbia e mare da un orizzonte all’altro. L’acqua azzurra e limpida con fondali sabbiosi attira qualche diportista durante l’alta stagione e nei weekend, ma durante il resto dell’anno difficilmente incontrerete altre persone. Bisogna comunque fare attenzione a dove si mettono i piedi. La sabbia in estate può essere davvero molto rovente e il mare qui lascia di tutto sulla spiaggia.

La vegetazione non manca e piante e fiori davvero particolari colorano il paesaggio di questa lingua di terra della laguna.

Mi piace passeggiare sul bagnasciuga, che qui è un lunghissimo tappeto di conchiglie che segna il confine tra terra e mare. Un confine che può spostarsi anche di molto nell’arco di una giornata. Lo sappiamo benissimo io e Marco. Un tardo pomeriggio di fine autunno, Gabry, la sua barca, era rimasta in secca, e a noi due (naufraghi per davvero sull’isola), non restava altro da fare che aspettare, al buio sotto le stelle, che la marea risalisse per poter tornare a Grado.

Il movimento perpetuo del mare che accarezza questa piccola isola della laguna di Grado, cancella le mie orme dalla sabbia. Mi piace pensare che ogni traccia, ogni segno della mia presenza qui venga nascosto, in modo da poter offrire al prossimo “naufrago”, la stessa sensazione di avventura e isolamento che provo io quando vengo qui.

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