In barca da Lignano a Grado, le bellissime isole della laguna

Volete perdervi in un piccolo mondo fantastico?

Parto dalla Darsena di Lignano Sabbiadoro, esco in mare passando davanti all’isola di Martignano meglio nota come Isola delle Conchiglie, oggi riserva naturalistica e luogo prediletto dai Kite-surfers. Ricordo che da piccola era d’obbligo passare almeno un pomeriggio là a cercare la conchiglia che “suonava di mare” più delle altre e fare il bagno in una spiaggia selvaggia e poco frequentata, molto diversa dai lidi della cittadina balneare ma un’alternativa unica per un’escursione in giornata.

A seguire dal mare passo davanti all’ Isola di San Andrea anche questa solitario teatro, ideale per fare per un giorno il “Robinson Crusoe” moderno e munito di cestino picnic al seguito.

Faro verde a dritta, faro rosso a sinistra, imbocco il canale di Portobuso dal mare: oggi divide la laguna di Grado da quella di Marano. Poco più di un secolo fa segnava il confine tra Italia e Impero austro ungarico ed ha sentito fragorosa nella notte tra il 23 e il 24 maggio 1915 la prima cannonata della Guerra.

L’isolotto di San Andrea era l’ultimo lembo del confine italiano e l’attuale Porto Anfora, Portobuso era zona austriaca ed ospitava una caserma militare andata poi abbandonata e distrutta. Oggi è oggetto di un ambizioso progetto di recupero del sito in chiave turistica, sarà sede di un museo della laguna, centro didattico e albergo diffuso. Non vedo l’ora di poterlo visitare!

Ogni bricola che delimita il canale che conduce da Lignano a Grado è il trono di un gabbiano o di un airone o garzetta che, sonnolenti ma vigili, confidano in qualche tozzo di pane (beninteso non è un invito a ingozzare la nostra fauna, giusto giusto se ve ne rimane un pezzettino farete far festa ad uno di loro per un giorno).

Il canale interno che conduce da Lignano a Grado, riparato dal mare aperto proprio da questi isolotti, è un paesaggio senza tempo. Regno di ricchezze faunistiche uniche, di vegetazione “selvaggiamente ordinata”: le tamerici si alternano ai pioppi, agli olmi e, negli isolotti privati che ospitano i casoni dei pescatori (le costruzioni tipiche con tetto di paglia che svetta nell’orizzontalità della laguna) fioriscono gerani meravigliosi.

Alcuni di questi casoni son stati adibiti a trattorie, quelle di una volta, all’aperto con i tavoli imbanditi con tovaglie a quadri bianchi e rossi. Anche se tu fossi bendato, una volta approdato ai casoni, sapresti esattamente come arrivarci: basta farsi guidare dal profumo di pesce alla brace e il gioco è fatto!

L’ideale è farsi questo tour con una barchetta, ci sono varie società che le noleggiano. Se però non ve la sentite di guidare ci sono anche molti tour operator da Lignano, da Grado e da Marano Lagunare che offrono diverse varianti dei giri in laguna. Ci sono servizi di Taxiboat e ultimamente vedo le Houseboat che fanno la spola anche solo per un passaggio ai ristorantini e i prezzi son davvero modici… quindi non resta che fare il tour.

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