Val Resia: aglio e capretto, binomio perfetto

È permesso? Sembra chiedere “Rosajanski Strok” (questo è il suo nome in Val Resia) a qualunque piatto prima di venirne aggiunto.

Lui è così: garbato e delicato, mai invadente, si aggiunge in modo armonioso alle pietanze per esaltarne il gusto e sembra danzare assieme ad un crostino o in un pinzimonio, con i suoi fiori impreziosisce una tagliatella, entra addirittura in un sorbetto e con il capretto è proprio binomio perfetto.

Gentile anche nel tenue colore rosato e nelle piccole forme, l’Aglio della Val Resia lo tieni in un pugno chiuso, come la Valle incuneata tra Austria e Slovenia che arriva fino alle pendici del Monte Canin, dove viene prodotto. Un isolamento geografico che ha permesso la conservazione di questa biodiversità vegetale tanto preziosa da divenire Presidio Slow Food, prodotto secondo un rigido disciplinare; è oggi molto ambito e ricercato in cucina proprio per il gusto dolce e completamente diverso da tutti gli agli che ho assaggiato.

Decido di partecipare ad una manifestazione curata dalla Pro loco Val Resia, tutti i ristoranti e trattorie della zona che comprende i paesi di Prato di Resia, San Giorgio, Stolvizza, Oseacco, Coritis, Gniva propongono un menù con specialità all’aglio e piatto forte capretto come secondo.

La mia scelta ricade su un locale storico ed è stata una piacevolissima sorpresa su tutti i fronti: gli antichi muri addobbati con foto storiche, inni al Carnevale “Il Pust”, le Citire (violini) appese alle pareti, il caminetto acceso nella sala principale, il manichino di donna abbigliata con il tradizionale costume e cappello del carnevale sembra rivolgere lo sguardo all’antica foto della capostipite del locale ed assieme si danno forza nel tramandare usi e costumi di una valle unica.

Ho scoperto, aglio a parte, altre specialità esclusive del luogo come la deliziosa “uosojaniza”, una polentina morbida con una crema di ricotta e formaggio fuso, il crostino con una crema di fiori o scapi dell’aglio, le “Cjalciune” molto simili ai tradizionali Cjalcions o ravioli carnici e friulani ma con una forma più bombata, più femminile con un generoso ripieno di erbette, ricotta e uvetta. capretto, dolce alle fragole e caffè completano l’incredibile pranzo e non mi sento in colpa! Ne approfitto per seguire uno dei sentieri consigliati dal Centro Visite del Parco delle Prealpi Giulie, ho scelto ovviamente il “Sentiero del Gusto” ma non avrete che l’imbarazzo della scelta nella zona per scoprire altri sentieri e luoghi magici.

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