Sui sentieri della Grande Guerra con le portatrici carniche

Fu proprio nel punto in cui mi trovo adesso che un secolo fa, una pallottola di un cecchino austriaco la ferì gravemente. 

Si era fermata un momento per riposare, dopo aver scaricato dalla sua gerla l’importante ma pesantissimo carico di munizioni. 

Ma chi era Maria Plozner Mentil?

È un fresco mattino di fine estate. In montagna, oltre i 1500 m slm, l’autunno arriva prima che altrove.

Un passaggio del facile ed ampio sentiero

Mi trovo in Carnia, in comune di Paluzza, con altri escursionisti giunti in Friuli Venezia Giulia per la Borsa del Turismo Outdoor. Accompagnati da Marco, guida alpina, percorriamo il facile e ampio sentiero CAI n.402, che da Malga Pramosio conduce al lago Avostanis. 

Il maltempo ci ha impedito di godere del panorama che ci circonda, e anche se siamo quasi sulla riva del lago Avostanis, non lo vediamo a causa della nebbia. 

Ma abbiamo visto e scoperto un’altra cosa molto interessante.

A pochi metri da Malga Pramosio, di ritorno dal lago, sotto una pioggia insistente, notiamo una lapide dedicata a una portatrice carnica. 

Lapide in ricordo di Maria Plozner Mentil

Ma chi erano le portatrici carniche? 

Gentilmente Marco ci spiega che erano donne della Carnia (molte di Paluzza), che durante la prima guerra mondiale offrirono un aiuto fondamentale agli uomini impegnati sul campo di battaglia, che era in alta montagna.

Non esistevano strade che collegavano le zone più alte della montagna al fondovalle, quindi bisognava camminare e portarsi tutto il necessario in spalla. Venivano usate le gerle, grosse ceste in legno che caricavano con vettovaglie, medicinali, munizioni e tutto ciò che poteva essere utile agli uomini impegnati in combattimento. (http://www.donneincarnia.it/ieri/portatricicarniche.htm)

Con carichi di circa 40 kg sulle spalle, donne eroiche, per poco più di una lira a viaggio, affrontavano questi sentieri in ogni condizione climatica (spesso con la neve fino alle ginocchia) e rischiavano la vita su queste montagne. E una di loro perse la vita: la 32enne Maria Plozner Mentil, madre di quattro figli, morì a Paluzza poche ore dopo esser stata ferita.

Nel 1997 l’ex Presidente della Repubblica Scalfaro onorò Maria P.M. con una medaglia d’oro al valor militare alla memoria, come rappresentate di tutte le portatrici carniche. Inoltre anche la caserma degli alpini di Paluzza, unica caserma italiana dedicata a una donna, porta il suo nome.

Oggi i tempi son cambiati e facciamo trekking lungo il confine, anche percorrendo gli itinerari della Grande Guerra. L’Austria non è più un Paese nemico e possiamo goderci il panorama delle Alpi mentre beviamo una birra in rifugio con qualche austriaco.

incontri sul sentiero CAI 402, verso il lago Avostanis

Ma da oggi, ogni volta che tornerò da queste parti, non potrò fare a meno di pensare alla fatica e allo spirito di sacrificio che queste donne hanno compiuto in questa terra, aiutando gli uomini in guerra a difendere i nostri confini. E mai più lamentarsi per il peso dello zaino…

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