Gorizia conTatto: cultura e arte per le persone con disabilità visiva

Recentemente ho avuto il piacere di partecipare all’inaugurazione della mostra relativa al progetto “Gorizia conTatto”, di cui si è conclusa la prima fase.  Il nome della mostra-progetto è molto significativo:  ConTATTO e si rivolge a chi, non potendo vedere non i propri occhi, deve affidarsi al tatto per godere dell’offerta culturale della città: esplorando modellini e mappe tattili, dispense e didascalie in caratteri Braille, nonché riproduzioni tridimensionali, queste persone possono immaginare come si presenta la struttura che stanno visitando e possono capire meglio ciò che viene spiegato al pubblico di visitatori.

Ed è proprio nell’ottica dell’inserimento di Gorizia in un circuito di turismo accessibile e socialmente sensibile, che ho deciso di partecipare all’evento di cui vi sto per raccontare.

Io sono goriziana, nata e cresciuta tra Gorizia e l’Isontino e il fatto che l’iniziativa sia nata proprio da qui mi ha incuriosito moltissimo. Il progetto vuole sostenere, attraverso l’uso di moderne tecnologie, la conoscenza del patrimonio artistico e culturale di Gorizia, migliorandone la fruibilità e l’approccio esperienziale.  

Ho ascoltato con molto interesse i relatori, che hanno più volte citato la parola “turismo” abbinata ai concetti d’inclusione sociale e accessibilità sottolineato il valore umano, scientifico e turistico del progetto.  I siti interessati sono i luoghi simbolo della storia goriziana: il Castello, la Sinagoga, la Chiesa di Sant’Ignazio, il Palazzo Coronini Cronberg e il Palazzo Attems. In alcuni di questi edifici, sono già presenti da anni dei percorsi per ipovedenti e non vedenti, che sono stati all’uopo rinnovati e implementati.

Ecco di seguito le location individuate e cosa troverete:

 1)    Il Castelloin via di realizzazione una mappa tattile comprendente la cinta muraria, i camminamenti, gli edifici del complesso castellano, il pozzo e la meridiana. La legenda è in caratteri Braille.

2)    Il Museo della Sinagoga:  il tempio israelitico della città, eretto nel 1756, situato al centro dell’ex ghetto ebraico. E’ stato rinnovato il modello tattile dell’edificio in legno e cartone e sono stati restaurati tre libri in caratteri Braille con notizie storiche sulla Sinagoga di Gorizia.

3)    La Chiesa di Sant’Ignazio: verranno realizzati un modellino 3D della chiesa, una mappa tattile del vano interno della chiesa e si sta lavorando anche a una riproduzione della facciata con stampante 3D.

4)   Il Palazzo Coronini Cronberg: riproduzione tridimensionale a grandezza naturale delle “Teste di carattere” o busti di Franz Xaver Messerschmidt, di cui Gorizia ospita le uniche due opere presenti in Italia. In tutto ce ne sono trentotto esposte nelle maggiori città del mondo.

5)   Il Palazzo Attems Petzenstein:  sede della Pinacoteca e dei Musei Provinciali. E’ stata riprodotta la facciata in versione tridimensionale.

Alcune di queste strutture sono state collocate in prossimità dell’ingresso della mostra per favorire l’orientamento e la riconoscibilità dell’ambiente e la disposizione degli elementi al suo interno, inclusi dislivelli, altari e arredi fissi che possono costituire potenziali ostacoli e pericoli durante la visita.

La mostra espone in due sale tutto il materiale realizzato, che i visitatori troveranno sul posto, all’atto della visita, guidata o meno, ai luoghi culturali in questione.  All’evento c’erano anche persone disabili, che hanno potuto sperimentare in anteprima il lavoro svolto nell’ambito del progetto. Ho provato anch’io chiudere gli occhi per esplorare soltanto con il tatto, mettendomi per un attimo nei panni di chi purtroppo non può misurarsi con la luce, i colori e le immagini ma grazie al grande lavoro svolto in questi mesi, avrà la possibilità di scoprire e conoscere Gorizia attraverso la percezione multisensoriale.

Il progetto prevede inoltre la creazione di un’app mobile che permetterà di ascoltare e raccogliere messaggi descrittivi relativi ai monumenti. Questa è solo la prima tappa del progetto Gorizia ConTatto che continuerà il suo percorso proponendo e applicando il modello di visita in altre cittadine della provincia a partire da Gradisca d’Isonzo e Cormons.

Terminata la presentazione e la visita alla mostra ne sono uscita affascinata e sensibilizzata: sono stata proiettata in un mondo a me sconosciuto, che le amministrazioni e rappresentanze locali hanno accolto in modo davvero lodevole.

La mostra è stata per tutti un invito a riflettere sul valore e l’importanza dell’inclusione di queste persone nell’esperienza di visita ai luoghi della nostra regione, perché contrariamente a quanto possiamo pensare, l’interesse a conoscerlo è sentito anche da loro.

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