Illegio si mostra: alla scoperta di un borgo che profuma d’Amore

Volete un valido motivo per spingervi a Illegio? Noi ve ne diamo ben tre. Arte, fede e natura si incontrano e mescolano in questo grazioso paesino di montagna, antico borgo di appena 360 anime che custodiscono con estrema cura e passione la loro terra.

Da ormai 13 anni Illegio, località distante meno di 4 km dal centro di Tolmezzo, ospita con cadenza annuale la Mostra Internazionale di Illegio, che vanta una fama e una cura estese a tutto il Paese. Il merito è del suo curatore, Don Alessio Geretti, e delle sapienti e pazienti menti che ogni anno si preoccupano di allestire dei percorsi di arte e di vita su tele di unica e pregiata bellezza.

L’argomento maestro della  mostra di quest’anno è quello forse più caro a tutti: si parla infatti dell’Amore. Cos’è l’amore? Sotto l’ambizioso titolo di Amanti – Passioni umane e passioni divine sfilano dipinti e sculture dal Trecento al Novecento: teneri e innocenti innamorati, amanti passionali e ricambiati così come cuori feriti alla ricerca di un riscatto. Un turbinio di passioni in un groviglio di sentimenti raccontati dalle preparate voci delle guide che ci accompagnano lungo ogni stanza della mostra. Ci sono Paolo e Francesca, amanti feriti e dannati, c’è Cupido, furbo spettatore dei sentimenti altrui, e ci sono anche le bellezze eteree di Amore e Psiche, unite in quel famoso eterno abbraccio che conosciamo tutti. Insomma, la mostra di Illegio è una conferma che anche (e soprattutto) in un piccolo paese della Carnia possono trovare ospitalità nomi come quello di Antonio Canova, Ernst Klimt e Giovanni Pagliarini.

La mostra sarà visitabile fino all’8 ottobre 2017, con possibilità di prenotazione e visite guidate incluse nel prezzo del biglietto.

Che Illegio  sia solo questo? Certo che no!

Consigliamo di lasciarsi andare alla scoperta de “La strada dei Mulini”: un intreccio di stradine ciotolate che si snodano a formare lo scheletro di un vecchio borgo di montagna, dove, con  armonia, testimoni del tempo e del lavoro dell’uomo sono i tanti mulini (alcuni di questi ancora in funzione, come il famoso “Mulin dal Flec o dal Ross”, risalente al 1600) in pietra e in legno che fanno da arredo al paese.

Per chi ama i panorami e i preziosi silenzi che solo la montagna sa regalare, consigliamo una passeggiata fino alla Pieve di San Floriano, distante meno di mezz’ora a piedi dal centro del paese e immersa nel verde dei prati che profumano (per fortuna!) ancora di fieno. Una roccaforte in pietra che domina sulla Valle del But, capace di appagare gli animi più meditativi come quelli più curiosi.

Infine (visto che non di solo spirito vive l’uomo), consigliamo una tappa nella graziosa “Buteghe da Pierute”. Riconoscibilissima fin da subito per l’imponente lavoro di meticolosa ristrutturazione dell’abitazione voluto dai suoi proprietari, questo raffinato edificio in pietra e legno offre, su ben tre piani, tutto quanto un ospite possa cercare. Bottega di paese, bar e ristorante: noi ci siamo fatti conquistare dal profumo di salsiccia appena grigliata, da un’impagabile birra fresca e dall’atmosfera di casa di queste mura!

“Un dipinto è un viaggio – mette in moto delle cose, fermandoti. Quando stai fermo le opere ti sveglianointuizioni spirituali e diventi così vulnerabile alle domande.”

Don Alessio Gerometti, curatore della mostra di Illegio.

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