Valvasone, uno dei Borghi più belli d’Italia

Che il Castello medioevale fosse il fulcro della vita sociale, è noto. Che la fortezza del Lupo domini ancora oggi imponente sulla piazza con pozzo, è visibile, nel Borgo Antico di Valvasone, uno dei Borghi più belli d’Italia. Il particolare teatrino in legno, privato, è il più piccolo d’Italia ed è il motivo principale della nostra uscita oggi.

Teatrino restaurato all’interno del Castello del Lupo

Si trova all’interno del Castello, costruito su una struttura difensiva tardo romanica, edificio che ha ospitato papi e imperatori. Acquisito dall’Amministrazione comunale con l’impegno di ripristinare le sue bellezze e conservarle, dopo venticinque anni di restauro, oggi è consentito l’accesso alla parte inferiore del castello, nelle sale dedicate alle cerimonie e nel teatrino bomboniera.

“I Conti di Valvasone lo usavano in origine per rappresentazioni private, cerimonie nobili, con aperture durante l’anno al popolo” dice la guida che ci accompagna all’interno. La tradizione nei centri di provincia del Friuli era di un teatro come centro di vita sociale. Forse non venivano rappresentate opere liriche, a favore di farse, melodrammi e rappresentazioni drammatiche minori.

Un ampio arco nel Borgo storico

Affrescato a tinte chiare, rappresenta scene mitologiche e bucoliche con una serie di putti. Curiosità d’angolo: tra la serie al maschile, un putto-bambina dai capelli biondi che riceve un omaggio floreale. Il teatro ha solo un piano elevato di palchetti, forse la capienza non arriva a cinquanta persone. Il nostro gruppo in visita ha avuto la fortuna di ascoltare un giovane musicista, un talento del luogo, che con la fisarmonica ha evocato vibranti emozioni, dando vita a immaginarie figure danzanti.

Da tener presente una nuova possibilità d’uso con gli impianti a norma: la struttura del teatro con le sale è noleggiabile da parte di privati e aziende, per dar vita a un evento in un contesto unico.

Il Castello di Valvasone ci saluta col plenilunio

In seguito, la nostra visita si è prolungata nel Borgo di Valvasone, chiamato anche Borgo delle spose, dal 2001, perché qui ogni servizio può essere trovato da una sposa per rendere indimenticabile un giorno da sogno. Val la pena impegnare anche solo un paio d’ore a piedi per andare appena fuori la cinta muraria interna e vedere il lavatoio pubblico, le viuzze, i portici ampi ristrutturati, il Palazzo del conte Eugenio e la bellezza di Casa Fortuni con un pozzo del ‘300.

Da non perdere l’antico mulino ad acqua del ‘400 con ruota girevole, le case con tracce medioevali, finestre gotiche e a bifora, cancelli e poggioli in elaborato ferro battuto. Tra i materiali utilizzati per costruire, molto presente il mattone, la pietra e il sasso. Le case ben ristrutturate di oggi gareggiano per un decoro o un tralcio di vite lasciato lì sulla facciata.

Nel Borgo fuori le Mura del Castello, il lavatoio così come appare oggi

Nel Duomo, romanico con rifacimenti neogotici, un incantevole organo veneziano del ‘500 ancora funzionante e la reliquia della Sacra Tovaglia. All’interno della Cappella di S.Pietro e S.Paolo, XIV° secolo, utilizzata per ricovero degli infermi in tempo medioevale, pareti di affreschi con pregevole Crocifissione.

Date un’occhiata all’antico monastero dei Domenicani con il brolo: siete più fortunati se lo vedete allestito per una mostra che valorizzi le strutture. Da tener presente come occasione di ritorno a Valvasone, la spettacolare rievocazione storica che anima ogni anno, a Settembre, il Borgo di persone in costume medioevale.

Per un’esperienza gastronomica, considerate una tappa in Piazza Castello. Noi abbiamo apprezzato il rotolo di tacchino farcito alle erbe e salsiccia, il radicchio trevisano stufato con patate al rosmarino e la crostata alla ricotta.

Rotolo di Tacchino farcito alle erbe e salsiccia. Radicchio stufato e patate rosmarino

Per acquistare i vini locali, a pochi chilometri seguendo la strada verso S. Martino al Tagliamento, troverete un punto per la vendita diretta nelle cantine. L’edificio costruito a guisa di maniero merita una visita. Infine, se avete ancora un paio d’ore, consentitevi una trasferta a Coderno per la visita alla casa nativa di Padre David Maria Turoldo.

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